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Il web fatto di segni

I non udenti sul web tra avatar e vlog

 


Un curioso esperimento, segnalato da Scacco al web, è stato condotto da un team di studenti dell'IBM per realizzare uno strumento che permettesse di creare presentazioni accessibili anche ai non udenti. La tecnlogia in questione si chiama SiSi (Say It Sign It) e si basa su di un avatar che traduce la lingua parlata inglese in linguaggio dei segni (ecco un filmato dimostrativo disponibile su Youtube).

Questa nuova tecnologia, che sembra promettere interessanti sviluppi, non ha mancato però di suscitare polemiche tra la comunità nonudente. Infatti il linguaggio dei segni si basa in gran parte sulle espressioni facciali, che non riescono ad essere riprodotte in maniera soddisfacente da un avatar. Inoltre, a questo stadio, la tecnologia permette unicamente agli udenti di farsi comprendere anche da chi è sordo, ma non permette a questi ultimi di rispondere, relegandoli ancora ad un ruolo passivo nella comunicazione.

Quando invece sono i nonudenti stessi a dirigere il gioco, la tecnologia diventa davvero capace di aprire opportunità fantastiche. E' così ad esempio che sulla rete si sono diffusi enormemente i vlog (video blog) gestiti da blogger non udenti che comunicano in video direttamente nel linguaggio dei segni. Ed ancora blog a tema, aggregatori di blog, communities, chat e servizi di dating online, dizionari come quello Italiano-Lingua Italiana dei Segni e soprattutto tanti video.

Oltre ai vlog, infatti, è di certo YouTube, il canale che più di altri offre alla comunità muta e sordomuta una possibilità di esprimersi appieno, di comunicare e di instaurare relazioni many-to-many nella lingua con cui sono orgogliosi di esprimersi, una lingua ricca ed espressiva, che non ha nulla da invidiare alle lingue vocali.

Insomma, un mondo vero e proprio, che sta trovando, per fortuna, sempre maggiore riconoscimento anche a livello istituzionale.

 


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